Milan Bridal Talent Project: intervista alla 1° classificata Federica Bosetti

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Quest’anno, per la prima volta, la Settimana della Moda milanese ha ospitato un grande evento dedicato al mondo sposa: “Milan Bridal Talent Project”. Un esclusivo progetto ideato dalla stilista Chiara Vitale e che guarda al futuro dei giovani talenti.


Milan bridal talent project


Per la sua prima edizione, Milan Bridal Talent Project ha messo in palio per il primo classificato uno stage di 3 mesi ed una intervista, proprio sul mio blog. Ad aggiudicarsi i due importanti premi è stata Federica Bosetti, una giovane ragazza intraprendente e mai sopra le righe che, con le sue parole ci racconterà le emozioni provate durante la sfilata ed i suoi sogni nel cassetto.

Milan bridal talent project

Federica, quando ti è stato proposto di partecipare al “Milan Bridal Talent Project”, quale è stato il tuo primo pensiero?

“La prima sensazione è stata quella di panico, non mi ero mai confrontata finora nella realizzazione di un abito da sposa che si sa essere per sua natura più complessa. Un istante dopo però, ho pensato alla possibilità che Milan Bridal Talent Project poteva darmi e felicissima ho iniziato a lavorare al progetto. Quando poi ho visto il mio abito realizzato sfilare sulla modella la soddisfazione è stata immensa.”

Come hai affrontato il tema “Una sposa Ultra Violet” proposto dal progetto? Da cosa sei partita?

“Sin da subito la mia idea di abito era abbastanza chiara: volevo inserire il viola come dettaglio e non creare l’intero modello con quella nuance. L’uso dell’argento per la tuta e dell’Ultra Violet per la sovragonna mi è nata in maniera del tutto spontanea.” 

Milan bridal talent project

Hai trovato difficoltà nella creazione dell’abito per la sfilata del “Milan Bridal Talent Project” andata in scena al Teatro San Babila?

“Per lo studio del modello no ma ho avuto, se così possiamo definirla, più paura per la realizzazione. Ho girato diversi negozi specializzati prima di trovare la giusta tonalità di viola che stesse bene con il tessuto argentato da me scelto in precedenza.”

Spiegaci il tuo modello, che tessuti hai usato?

“Il mio è un modello studiato e pensato per una donna giovane, diciamo una sposa unconventional. Ho voluto puntare su qualcosa di innovativo che andasse oltre il tradizionale abito bianco da principessa.  Per questo ho dato sfogo alla creatività realizzando una jumpsuit con sovragonna che facesse da contrasto alla verticalità della tuta. Per via del materiale/tessuto usato per la base (pvc argentato costituito da filamenti di plastica) che ricorda molto la trama del pizzo, non è stato facile cucire e rifinire la tuta. La gonna invece è stata realizzata in raso viola con in vita un semplice fiocco a fare da chiusura.”

Milan bridal talent project

Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?

“Sono sicura che sarà una bellissima esperienza dalla quale spero di imparare molto. La modellistica e in generale il lavoro sartoriale sono da sempre la mia più grande passione. Mi piace ragionare sui diversi elementi dell’abito, pensare ad ogni singolo dettaglio e alla sua creazione. Durante il periodo di stage cercherò di assimilare più nozioni possibili. Non avrei mai pensato di iniziare la mia avventura nel mondo del lavoro all’interno dell’ambito sposa, uno dei settori più difficili, ma sono sicura che partendo da qui imparerò molto più velocemente e sarò avvantaggiata per il futuro.”

Milan bridal talent project

Progetti per il futuro e… Il tuo sogno nel cassetto?

“Il sogno più grande è quello di riuscire a lavorare all’interno della sartoria di Dior, di toccare con mano il paradiso dell’haute couture. Guardando al futuro invece, tra dieci o venti anni, spero di essere diventata una brava modellista e chissà, magari aprire anche un atelier tutto mio.”

Vuoi fare dei ringraziamenti speciali a qualcuno?

“Assolutamente sì! Voglio ringraziare la professoressa Chiara Vitale e tutto l’Atelier per aver realizzato questo bellissimo progetto.”Milan bridal talent project

Alessandra Campagnola

 

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